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Quanti pezzi di me (cantatela sulle note di Levante)

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  Ecco, oh mio Dio, al solito un fottìo, le evito ma so che ne calpesterò, ma dove vo'? Vo' da l’Idea; ma dove vo'? È domenica. Capisci tu, che non se ne può più, svilupperò di certo a breve un’allergia, come si fa? sempre così; come si fa? Ma guarda lì… Un giorno qualunque si ricorderan che vanno buttate dentro il cestinooooo... RIT.: Quanti pezzi di me, dappertutto ce n’è, quanti pezzi de me bleah-ah-ah-ah-ah (2 volte). Fortuna si, si pensa sia così, ma io sinceramente dico “anche no!” Alano no? Sì sì ce l'ha, e questa qua? Di un boxerin… secondo me benissimo non sta, ‘na visita da Bo gliela consiglierei: è d’un color così-così, boxer, ok, ma il pannolin? Un giorno qualunque si ricorderan di andarsene in giro col sacchettinooooo... RIT.: Quanti pezzi di me, dappertutto ce n’è, quanti pezzi de me bleah-ah-ah-ah-ah (2 volte). Scivola come esser sul sapone lo giuro, me lo sento: adesso cado qua, ne va del mio charme e non mi va...

I nonni

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  I nonni sono i papà e le mamme delle mamme e dei papà. Sono un dono lucenti fiamme, grazie a loro se siamo qua. I nonni hanno mani grandi e cuori anche di più; la vita sanno: se gli domandi, la impari un po' anche tu. Nonni stanze, per noi, per sempre aperte, rifugio nelle avversità; con dita stanche rimboccan le coperte, consigliano la via: “è di là!”. Nonni radici, legami col passato, semi che hanno dato buoni frutti; nostre matrici, chi li ha è fortunato, ed io che non ne ho più… vi scelgo tutti.   P.s. Comprate il libro così la smetto di scassare!

Alla ricerca del baricentro perduto

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  Ho bisogno succeda qualcosa di bello, mi sento una preda, bestia da macello triturata dal karma cui non vado giù, mi punta l’arma d’un eterno déja vu. Ho bisogno ed aspetto, chessò, un segnale: non è scritto, non è detto debba andar sempre male. Ma che, crederai mica d’appuntarti all’addome una tara antica col tuo nome e cognome? Mi scorre il lamento dentro e trapela dai pori irruento, appiccicosa ragnatela. Martire di me stessa vivo alla mercé, tutto mi stressa, pure farmi un caffè. Vegeto aspettando che mi sbrani il buon sonno, al mattino mi sbrando e subito smadonno. Son malata, e grave, credo cerebropesa, leggerezza sottochiave, gravemente vilipesa. Che poi la stessa vita che maledico ora come fosse una ferita, domani è un’aurora e tutto va bene… ma niente, è fugace ce l’ho nelle vene ’sto male vorace: spaiata passeggera d’altalena-dondolo, da mattina a sera tra su e giù ciondolo; sola, ad imprimere la spinta verso l’alto, da il...

Cadute

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Cado spesso. Da sempre. Cado da ferma, salendo le scale, dal letto. Cado camminando, da seduta, scendendo le scale o stazionandovi. E sbatto, anche. Non c'è porta che imbrocchi al primo giro. Una bella spallata non gliela leva nessuno. Dev'essere un problema di scarsa percezione di sé. Tipo quando non hai ancora le misure della macchina nuova. È che io, più che nuova, son da rottamare. Com'è che non ho ancora capito bene dove finisco io e inizia il resto del mondo? E non dico tutto... almeno gli ostacoli. Ricordo quando, a 5 anni, inciampai nelle gambe di mio padre e ci misi la faccia procurandomi un taglio da 3 punti pur di non buttare le braccia, poiché reduce da pochissimo da una pessima frattura all'omero (15 gg di H + non so più di gesso + settimane di torture riabilitative dopo), che a sua volta avevo rotto per non andar di ginocchia, causa di un recentissimo trauma estivo. Siamo al mare e io cado sui miei giovani menischi&rotule un dì sì e un dì n...

Al di là

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  Oggi avrei bisogno che fossi ancora qui. O meglio: ne avrei bisogno sempre, ma oggi di più. Sarà che va tutto storto: la gatta peggiora, ho rotto il pc, le lenti dei nuovi occhiali  minano una stabilità ed un equilibrio già precari, e sono sempre  più confusa. Tant'è che ho deciso di tornare al lavoro dipendente, nonostante la mia decisione di dedicarmi interamente al libro, dimostrando che: 1) non sono indenne dalle influenze del pensiero comune dominante per cui, dalle mie parti, puoi avere anche un freezer pieno di cadaveri, MA se saluti e lavori sei di sicuro una brava persona; 2) sono vittima del giudizio altrui, anche se sostengo il contrario, per ciò, il fatto che tutti ritengano irresponsabilmente idiota la mia scelta, fa tentennare la mia determinazione; 3) ho bisogno delle odiate certezze&sicurezze anche se so che sono un'illusione. Sarà colpa dell'autunno, che segna l'inizio della fine del ciclo delle stagioni se ripenso alla "tua fine" , quan...

Vi vedo male

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  Ho cambiato gli occhiali. Li adoravo, quelli che tenevo da 3 anni, infatti a malincuore sono entrata dall'ottico per cercarne un paio che fosse all'altezza. E puntualmente non li ho trovati. Voi chiederete: "quanti ottici hai fatto impazzire prima di trovare quelli giusti? (che poi si sono rivelati sbagliati, ma ci arrivo tra un attimo). E io risponderò:" nessuno, perché dopo un'ora che il tipo ti sta dietro, voi vi osate ad uscirvene con 'ci penso, grazie' e prendere la porta come nulla fosse?" Allora voi esclamerete con sicumera: "sicuramente! ", oppure, odiosamente: "ovvio!", e con chissà quanti punti esclamativi. Al che io non ribatterò. Tutt'al più sbatterò la faccia contro un palo e non solo per la rabbia di aver scelto la meno peggio tra le montature possibili (tondi oltretutto, quando era mia ferma intenzione escludere occhiali di siffatta, odiosa forma), ma anche, e soprattutto perché... ci vedo un cazzo. È difficile...

Abito lontano

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Ci sono volte in cui perdo il filo dei pensieri e mi ritrovo di nuovo nella tua città. Ci sei anche tu, che cammini veloce davanti a me, che, per starti dietro, arranco (chissà se ti manco...). Per starti a fianco dovrei fare il passo più lungo della gamba. E, aggiungo a rischio di sembrare stramba, che mi piace seguirti senza mai raggiungerti: ho un debole per l'irraggiungibilità. E poi, di tanto in tanto, tu ti volti ed ogni volta è un incanto. Lo so che controlli ch'io ci sia, che sai della mia mania per la fotografia per la quale troppo spesso mi pianto in mezzo alla via, che ho il passo lento, un nonsenso dell'orientamento, il telefono spento, (io, comunque, ti sento...). Sai di cosa mi pento? Di non averti trascinato in uno dei tanti negozi d'abiti da cerimonia. Sai quelli stile ballo delle debuttanti, tutti svolazzanti, seta e organza, di certo pure coi guanti. Magari, prima, per sentirmi più ganza, avrei proposto 2 Metzcal (a testa): eravamo (sigh) o...

Qui gatta ci coda

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Ho una bella gatta da pelare. O meglio, ci pensa da sè: con le unghie e con i denti strappa peli a ciuffi dalla sua coda, fino a estirpazione completa avvenuta. Se lasciata agire indisturbata, lavora così a fondo da lasciare solo carne viva. Evviva: la prima volta che capitò, quasi son morta. E ora ha la coda più corta (storia lunga). Comunque, un fenomeno come estetista...  Ma da chi avrà preso? Donde le deriva questa malsana ossessione per la depilazione? Chi mi conosce bene, sa che non può essere colpa mia: io pratico questa forma di barbarie autoinflitta ad anni alterni, se va bene. Altro che superfluo, il pelo... quasi me lo farei super-fluo, cosi che si veda anche di notte. Comunque non sta bene ed io mi sento responsabile del suo grave fastidio: trattasi, pare, di un disturbo comportamentale che la costringe all'autolesionismo, pratica in cui, modestamente, eccello. Ma mentre lei si ferisce fuori, io mi lacero di dentro. E più si tortura, più mi tormento, più mi ...

Ammazzare il tempo

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  Ciao. Scusate… ho perso tempo ed ora vo’ cercandolo. Per caso è passato di qui Presente? Come? È qui giusto ora, ma non si ferma? Come mai? Non ha tempo? Ho capito… fugge: giusto l’attimo di realizzarne la presenza, e già svanisce. Allora, magari, è presente Futuro... no? Non c’è ancora? Sicuri non sia già passato? E se non arrivasse mai? E se, con l’aiuto di Presente, avesse costruito or ora una macchina del tempo per viaggiare verso Passato e ad esso ricongiungersi in chissà quale luog ops… tempo remoto? Sì, come in quell’affascinante teoria secondo cui l’Universo è non-locale: tutto avverrebbe in un unico punto, in cui Passato, Presente e Futuro coesistono. Insomma un’unione di fatti, in un luogo senza fine né inizio… stile toogether always and forever. Ciò spiegherebbe perché, continuano a succedermi le stesse cose&persone, pur cambiando cose&persone. Tradotto: la mia vita è s...

Teste di ca...

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Gran bella cosa le opinioni. Soprattutto per chi, di questi (buissimi) tempi è riuscito a trasformarle in una professione. Eh sì... opinionisti a perdita d'occhio (ma mai di favella), colmi di pareri da elargire "gratis"et amore (...). Ed è, forse, perché è diventato un lavoro che la gente si sente non solo in diritto, ma anche, sembrerebbe, in dovere di esprimere il proprio pensiero su tutto&tutti. La cosa più divertente da osservare è che, essendo per lo più quasi tutti laureati all'Università della Saccenza, con specializzazione in internettologia e, in alcuni casi, master in tuttologia, persone che la pensano in maniera diametralmente opposta tra di loro, si combattono al suono delle stesse, identiche citazioni colte. Pazzesco. Ma forse neppure troppo: così come il calabrone vola perché non sa di non poterlo fare, almeno secondo le attuali leggi della fisicah, parimenti l'opinionista a tutti i costi, comunica al mondo qualunque cosa gli passi per la mente,...

Una risata mi seppellirebbe

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  Io non rido. Tuttalpiù sorrido. Non c’è risata contagiosa che tenga. Probabilmente son vaccinata per la risolia. Mi han detto che si può ridere sotto i baffi. Allora me li son fatti crescere, ma non ho riso neanche così. Ho fatto ridere di sicuro, però. Poi, sapendo che ride bene chi ride ultimo, ho fatto in modo di essere sempre l’ultima della fila. Quando ci ho provato al supermercato però, dopo quattro o cinque ore in cui ho lasciato passare avanti mezzo paese, niente, a parte i sorrisi compiaciuti di chi ne ha approfittato. Però son stati tutti carinissimi. Passando mi incoraggiavano: “Dai, stringi i denti”... Ci ho provato, ma nemmeno a denti stretti ci son riuscita.  "Massì" , mi dico spesso: se è vero che il riso fa buon sangue, io che non lo pratico sono al sicuro da zanzare e draculi vari. E se è altrettando vero che abbonda sulla bocca dello stolto, bhe... mi diventa fondamentale astenermici: dovrò ben preservare il proverbiale mio buo...

Fatti in là!

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  Affinché il motore della vita giri bene ci vuole tanto olio di gomito… il mio dev’essere esausto. Per forza: a fatica sopravvivo alla fatica di prepararmi un caffè. Anche perché sopraggiunge subito dopo la difficoltà di scender dal sonno a sogno ancora in corsa. Ragioniamo: se la fatica mina la vita, la vitamina non basta: io son sotto Supradyn e, v’assicuro, mi sembra d’esser sotto un treno! Forse “ci vuole un altra viiiiiiiitaaaaaaaa”, come canta Battiato: na na na na na na na, na na na na na na na… No: posso averne pure 10, 1000, 100.000 o 1.000.000.000: le vivrei tutte uguali e, alla fine, sarei solo più stanca… se già per una, sono esaurita! Se è vera la storia della reincarnazione, forse sto vivendo le fatiche di chissà quante me. Altro che Ercole... ed è probabile che l’eco di questa ancestrale spossatezza possa esser giunta, di vita in vita, fino a quella attuale… solo il pens...

Not you

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  Riflettendo sul fatto che non ho mai soppoprtato l’inglese, ho capito perché odio il mondo: siamo circondati, attaccati, invasi da questa lingua. L’ho realizzato ieri mentre distribuivo i flyer per la serata live, il prossimo weekend, nel locale del mio amico. Una serata piuttosto trash rivolta ad un target adulto, tanto che manco è stata pubblicizzata sui social network, per tenere alla larga i teenagers. Basta con ‘sti giovinastri dall’arrogante pelle liscia-e-compatta che ci fan sentire out! Ad un certo punto sento il beep dello smartphone. Controllo: è un collega cui non ho dato il numero che mi perseguita per e-mail. A proposito, secondo voi, è un caso di mobbing o stalking, questo? Nel frattempo mi s’aprono pagine di viaggi all inclusive che non posso permettermi, per via del mio lavoro part-time: figuriamoci… manco un bed&breakfast col budget di cui dispongo. Mi consolo, dunque, con l’all you can eat. Mentre aspetto il cibo spulcio Aranzulla, (salvato...

Ego al cubo

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  In linea di massima, i poeti mi stanno sul culo. Perché se la tirano un casino. Giuro: una volta, uno che conosco, m’ha detto che gli artisti DEVONO essere arroganti… Ma de che? Perché mai darsi delle arie per il solo fatto di aver ricevuto in dono un talento!? È un po’ come la bellezza, no?! Ci si nasce!! Dunque, dove sta il merito? Oh voi, che dispiegate, dall’alto dei vostri pulpiti,  l’intensità dei vostri sguardi sull’infimità del mondo pullulante di mortali, di che vi lamentate se la poesia non si legge? Per forza: state sulle palle a tutti con ‘sto incessante parlare di voi (che il più delle volte si capisce un cazzo oltretutto)... un po’ troppo auto-celebrativo, non credete? E poi, suvvia, parlate come mangiate, o meglio mangiate e basta, che almeno con la bocca chiusa dovete stare zitti. Dai su, fatevene una ragione: son ben altre le persone da ammirare… Chi fa un lavoro da incubo, per esempio, perché quello dei suoi sogni è chiuso in un ...

Io speriamo che

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  Sinistra. Come un' impronta spaiata. La mia solitudine ha una marcia in più. Oh voi, che andate per il mondo alla vana ricerca della vostra metà, consolatevi: io manco della metà di me. Per questo saltello per la vita con una gamba sola, alla ricerca dei frammenti che ho perduto. Perché sì... sono a pezzi. Mi aspetta un duro lavoro per raccattarli tutti. E una volta ritrovati, mica è finita: dovrò redigere le istruzioni  per il montaggio e il corretto uso di me stessa. Infine basterà incrociare le dita, le braccia, le gambe, gli occhi e tutte le armi del mio arsenale, e sparar...ops sperare che (io) funzioni. Voi, nel dubbio, maneggiate con cura. P.s. Comprate il libro così la smetto di scassare!