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Impercettibile

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Perché non vieni a prendermi come facevi una vita fa? Un sabato sì ed uno no, uscendo dal portone, ti trovavo lì, contro il muro antistante la scuola, fermo ad aspettarmi. Certo, ora sono grande, anzi vecchia, il liceo è finito da un pezzo (a breve dovrò iscriverci Viola), ma io ho ancora bisogno di te. Che, quando ne combinavo una delle mie, tipo rimodellare l'aspetto della Lancia Y a suon di "na botta deqquà, una dellà" , dicevi: "Sta tranquila... Rangiuma tut!". Perché sai? Son piena di cose da aggiustare, a partire da me. Solo, credo, prima dovresti aiutarmi a raccogliere i cocci. Son sempre stata fragile. E la vita, raramente maneggia con cura i suoi figli. Ma negli ultimi tre anni il ritmo del mio sgretolamento ha aumentato i battiti. Potrei consolarmi nella speranza che gli spigoli di "ciò che resto" siano taglienti al punto da scoraggiare chiunque si avvicini. Ma non mi consola nemmeno più stare sola: da quando ci sguazzo, nel mio isolamento an...

Quando sei morto

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Quando sei morto, ho scelto io la foto per il ricordino a lutto. Non è stato difficile: ho capito che era "lei" appena m'è capitata in mano. Sai? Quella che ti ritrae intento al lancio d'una boccia durante una gara delle olimpiadi tra borghi, come succedeva alla Sagra di Settembre anni fa. E con la maglietta verde dell' "odiata" Madonnina per giunta... W Borgo Nuovooo. Ho scelto io pure le parole da scrivere sul retro: quelle della poesia di Mary Elizabeth Frye che così recita: "Non restare sulla mia tomba. Non piangere. Io non sono qui, non dormo.  Sono mille venti che soffiano..." e continua così meravigliosamente, che vorrei averle scritte io per te. Con "per te" intendo affinché fossi tu a dirmele, con la tua voce:  "Sono nelle tue mani, in particolare nelle dita che hai storte, come le mie. Sono nel rotolio colorato delle bocce di plastica sul prato, quando giochi con Bubu. Sono nel fumo delle sigarette che accen...