Gli educatori sono tutti uguali
Evvvaiii. Casa di riposo nuova, problemi di vecchia data: ero appena riuscita a convincere tutti e 60 gli ospiti della residenza per anziani in cui ho lavorato 11 anni che sono una femmina, e già mi tocca ricominciare da capo con una settantina di nonni nuovi. E va già bene che, qui, non c'è un collega maschio con cui confondermi. No, perché con l'unico che ho avuto ci si somigliava parecchio: per stazza, statura, colore e taglio spettinato di capelli (quando li tenevo più corti), forma del viso e miopia. E come non bastasse, indossavamo la stessa divisa. Per questo l'anziano medio mi rimaneva confuso: alcuni pensavano fossimo gemelli, di cui lui la femmina ed io il maschio, altri che fossimo la stessa persona dal sesso intercambiabile a piacere ("Senti un po'... Ma tu preferisci essere un uomo o una donna?" mi domandò un dì la fantastica L. B. vedendomi in abiti civili anziché in divisa). Solo la voce ci distinugueva: la mia era nettamente più bas...