Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta ridere per non piangere

Quanti pezzi di me (cantatela sulle note di Levante)

Immagine
  Ecco, oh mio Dio, al solito un fottìo, le evito ma so che ne calpesterò, ma dove vo'? Vo' da l’Idea; ma dove vo'? È domenica. Capisci tu, che non se ne può più, svilupperò di certo a breve un’allergia, come si fa? sempre così; come si fa? Ma guarda lì… Un giorno qualunque si ricorderan che vanno buttate dentro il cestinooooo... RIT.: Quanti pezzi di me, dappertutto ce n’è, quanti pezzi de me bleah-ah-ah-ah-ah (2 volte). Fortuna si, si pensa sia così, ma io sinceramente dico “anche no!” Alano no? Sì sì ce l'ha, e questa qua? Di un boxerin… secondo me benissimo non sta, ‘na visita da Bo gliela consiglierei: è d’un color così-così, boxer, ok, ma il pannolin? Un giorno qualunque si ricorderan di andarsene in giro col sacchettinooooo... RIT.: Quanti pezzi di me, dappertutto ce n’è, quanti pezzi de me bleah-ah-ah-ah-ah (2 volte). Scivola come esser sul sapone lo giuro, me lo sento: adesso cado qua, ne va del mio charme e non mi va...

Alla ricerca del baricentro perduto

Immagine
  Ho bisogno succeda qualcosa di bello, mi sento una preda, bestia da macello triturata dal karma cui non vado giù, mi punta l’arma d’un eterno déja vu. Ho bisogno ed aspetto, chessò, un segnale: non è scritto, non è detto debba andar sempre male. Ma che, crederai mica d’appuntarti all’addome una tara antica col tuo nome e cognome? Mi scorre il lamento dentro e trapela dai pori irruento, appiccicosa ragnatela. Martire di me stessa vivo alla mercé, tutto mi stressa, pure farmi un caffè. Vegeto aspettando che mi sbrani il buon sonno, al mattino mi sbrando e subito smadonno. Son malata, e grave, credo cerebropesa, leggerezza sottochiave, gravemente vilipesa. Che poi la stessa vita che maledico ora come fosse una ferita, domani è un’aurora e tutto va bene… ma niente, è fugace ce l’ho nelle vene ’sto male vorace: spaiata passeggera d’altalena-dondolo, da mattina a sera tra su e giù ciondolo; sola, ad imprimere la spinta verso l’alto, da il...

Teste di ca...

Immagine
Gran bella cosa le opinioni. Soprattutto per chi, di questi (buissimi) tempi è riuscito a trasformarle in una professione. Eh sì... opinionisti a perdita d'occhio (ma mai di favella), colmi di pareri da elargire "gratis"et amore (...). Ed è, forse, perché è diventato un lavoro che la gente si sente non solo in diritto, ma anche, sembrerebbe, in dovere di esprimere il proprio pensiero su tutto&tutti. La cosa più divertente da osservare è che, essendo per lo più quasi tutti laureati all'Università della Saccenza, con specializzazione in internettologia e, in alcuni casi, master in tuttologia, persone che la pensano in maniera diametralmente opposta tra di loro, si combattono al suono delle stesse, identiche citazioni colte. Pazzesco. Ma forse neppure troppo: così come il calabrone vola perché non sa di non poterlo fare, almeno secondo le attuali leggi della fisicah, parimenti l'opinionista a tutti i costi, comunica al mondo qualunque cosa gli passi per la mente,...

Una risata mi seppellirebbe

Immagine
  Io non rido. Tuttalpiù sorrido. Non c’è risata contagiosa che tenga. Probabilmente son vaccinata per la risolia. Mi han detto che si può ridere sotto i baffi. Allora me li son fatti crescere, ma non ho riso neanche così. Ho fatto ridere di sicuro, però. Poi, sapendo che ride bene chi ride ultimo, ho fatto in modo di essere sempre l’ultima della fila. Quando ci ho provato al supermercato però, dopo quattro o cinque ore in cui ho lasciato passare avanti mezzo paese, niente, a parte i sorrisi compiaciuti di chi ne ha approfittato. Però son stati tutti carinissimi. Passando mi incoraggiavano: “Dai, stringi i denti”... Ci ho provato, ma nemmeno a denti stretti ci son riuscita.  "Massì" , mi dico spesso: se è vero che il riso fa buon sangue, io che non lo pratico sono al sicuro da zanzare e draculi vari. E se è altrettando vero che abbonda sulla bocca dello stolto, bhe... mi diventa fondamentale astenermici: dovrò ben preservare il proverbiale mio buo...