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Vigile resa

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Non mollo il controllo,  che faccio?  Mi ammazzo o mi uccido? Che dici?  Mi affido alla vita?  Ci penso...  Da buona esaurita scompenso: mi sembra  che tutto sia privo di senso,  non vero.  E sclero.  Chi dice: "la vita è  una lotta!"  si fotta,  ché non mi s'addice.  Io credo,  la vita,  si celi nel lento respiro che esplora gli spazi di vuoti  silenti.  Rallenta...  Silenzio...  Rimane in attesa.  Ché non fa rumore la resa,  a stento si sente  quel suono d'attento abbandono.  P.s. Comprate il libro così la smetto di scassare! 

Parole, parole, parole

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Oggi sono pervasa da un senso di vacuità. Che poi, come faccia ad esser piena di vuoto, non lo so nemmeno io. So solo che questa cavità, che avverto dentro, all'altezza dell'ombelico, risuona, percossa ai bordi dal martelletto dell'irrealtà. Come una campana tibetana. Che non ha nulla di armonico, però. È come se tutto fosse privo di significato: un grande nonsense interattivo in cui le giornate si susseguono seguendo sempre lo stesso copione d'una commedia dell'assurdo. E ogni azione sembra inutile. Sarà che da piccoli ci siamo illusi un po' tutti di essere speciali e destinati a qualcosa di grande, per poi scoprire, cresciuti, che, di grande, troverai per lo più delusioni&batoste. C'è forse qualcuno fuori dalle scuole che spaccia ai bambini sogni di vite adulte piene di soddisfazioni personali e paradisi artificiali zeppi di gratificazioni? Non lo so, ma vorrei provare ora a sistemare le cose, nell'unico modo che mi è congeniale: giocan...