Chef-fatica
Cucinare, per me, è una guerra. M'afferra ognor lo sgomento nell'atto di dispormi, armi alla mano, in quel campo di battaglia conosciuto comunemente col nome di cucina. Pasto dopo pasto, so ch'è necessario affronti svariati nemici, e su più fronti. Il primo attacco alla mia persona viene sferrrato dalla padella, dardeggiante d'olio ardente, che mi lacera fino alle budella. Poi è la volta del forno che spalanca le sue fauci roventi: sembra l'entrata dell'Ade, ma dov'è Caronte? che io c'ho paura a levar le carote... questo digrigna i denti, fa resistenza... e immancabilmente mi marchia fuoco senza clemenza. Sobbalzo all'indietro già dolorante, barcollo qualche passo per lo stordimento, quando la gamba del tavolo, strategicamente posizionata sempre allo stesso posto, carica il mio dito mignolo esclusivamente calzato di vera pelle (la mia), facendomi perdere l'equilibrio. Ma tranquilli: riesco a non cadere e a salvare pure (quasi tutte) le carote....