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La vita è un film

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La teoria della relatività di Einstein ha cambiato l'idea di spazio, ma soprattutto quella di tempo. Essendo un tutt'uno con lo spazio, il tempo si comporterebbe come lui: se ogni attimo di spazio esiste ed è reale ovunque, se ne deduce che, parimenti, ogni istante di tempo debba in qualche modo esistere ed essere reale, inclusi passato e futuro. Fu sempre Einstein a scrivere, in una lettera dell '55, che la distinzione tra passato, presente e futuro non è altro che il frutto di un'illusione persistente. Insomma: passato, presente e futuro non sono separati, e passato e futuro sono altrettanto reali rispetto al presente. Lo so: è molto controintuitivo, ma è così, e non solo stando alla relatività. È un po' come una pellicola sulla quale sia stato registrato l'intero film: c'è già tutto ma un solo fotogramma alla volta viene illuminato dalla luce del proiettore. Quelli venuti prima e quelli che verranno non sono più/ancora visibili, ma non per que...

Il senso della vita

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Chi dice che i bambini sono filosofi naturali ha ragione. Questa settimana, durante l'intervallo, una bimba di quinta, solitamente molto esuberante e chiacchierona, se ne stava tutta sola, stranamente pensierosa e silenziosa. Alla mia domanda: "Sei in fase riflessiva?" mi ha risposto che sì, effettivamente lo era:  "Sto pensando ad una cosa strana: il senso della vita...". Invece di farmi i cazzi miei o rispondere con qualche frase di circostanza tipo: "Mamma mia che pensieri profondi per una bambina della tua età!", mi sono sentita in dovere di tentare una risposta alla sua domanda implicita, risposta che, per fortuna, non è stata: "La vita non ha palesemente alcun senso, è tutto assurdamente sbagliato, che schifo, vaffanculo al mondo!". Le ho detto invece: "Credo che il senso della vita sia cercare di scoprire chi siamo davvero... proprio com'era scritto sulla porta del tempio di Delfi: conosci te stesso". Per fort...

Le mancava solo la parola

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Non l'ho neanche salutata. L'ho consegnata nelle mani dei suoi assassini e l'ho lasciata lì. Non l'ho neanche ringraziata. Ne ho consegnato i documenti e me ne sono andata via. Non le ho neanche chiesto scusa. Le ho scattato una foto e nemmeno di noi due insieme. Una brutta foto di lei lì, da sola, mogia nonostante esibisca il suo lato migliore. Secondo me se lo sentiva che stavo per abbandonarla. E così ho fatto. Il giorno dopo, preda di atroci sensi di colpa, ho pensato di tornare sui miei passi, se non per riprendermela, almeno per rimediare ai/lle mancati/e saluti, ringraziamenti e scuse. Ma ovviamente non ho potuto: era troppo tardi per i ripensamenti. Senza di lei non riesco più a fare niente. Oh se potessi rivederla... Di certo le direi che non è affatto colpa sua se l'ho abbandonata e le assicurerei che le ho voluto bene, gliene voglio e sempre gliene vorrò. La ringrazierei per avermi sopportato, per esserci sempre stata e per avermi fatto preocc...

Idiocracy

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Sarà vero che il livello del Q.I. delle persone è in caduta libera? È possibile che, nonostante la tecnologia sia sempre più smart, noi siamo sempre più stupidi? Si. Secondo un recente studio condotto in Norvegia da Brent Bratsberg ed Ole Rogeberg del Centro Studi Economici, dal 1975 si sarebbe invertito l'"effetto Flynn", che prevedeva una crescita della nostra intelligenza stimata intorno allo 0,3% annuo, per cui da allora sarebbe cominciata una progressione contraria tale per cui, ad oggi, ci troveremmo con 7 punti in meno rispetto a mezzo secolo fa. Ok. Ma perché? Una delle teorie, per altro illustrata anche nell' esilarante film che da il titolo a questo mio post, sostiene che la colpa di tale inversione di tendenza sarebbe da imputarsi al fatto che, mentre le persone maggiormente intelligenti figliano poco o non figliano affatto, gli stupidi, invece, si riproducono a spron battuto. Questo significherebbe che, nel giro di qualche centinaio di anni, il...

Era mio padre

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Mio padre ha sempre amato dormire. Non si levava certo al canto del gallo e nonostante ciò, dopo pranzo, aveva proprio bisogno di un pisolino. Pisolino per il quale doveva accontentarsi del divano, dal momento che mia madre mai gli avrebbe concesso il letto rifatto. Va detto che il divano non doveva necessariamente essere il nostro: andavano bene anche quelli dei parenti presso cui trascorrevano le feste comandate o quelli dei parenti che vivono lontani, dai quali si recava per consegnare l'olio. Come i bambini: mangiava e dormiva. E per non smentirsi, anche nel suo letto di morte sembrava dormire. D'altronde tra i tanti appellativi della morte vi è pure "sonno eterno": sarai dunque contento di sonnecchiare, finalmente, senza mamma che ti sbranda ad una certa ora. Invece a noi manca la tua sagoma distesa su quel divano troppo corto che ti faceva sembrare un gigante. Un gigante buono. Mio padre, anche da sveglio, ha sempre parlato poco in famiglia. Ma come ...

La festa di Montà

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Sia chiaro: parlo per me, ma la Festa di Montà, quando finisce, lascia dietro di sé una scia di malinconia che ha nulla da invidiare alle scie delle pisciate degli ubriachi che si possono trovare, tutte in fila, nei pressi del muraglione di cinta del castello in questi giorni. È una malinconia che sfocia praticamente in un mare di tristezza. Sarà che la fine della Festa decreta un po' la fine della bella stagione, un'ultima fiammata d'estate quando le giornate si sono fatte già visibilmente più corte. Passare per piazza San Michele andando a lavorare il primo lunedì dopo la chiusura delle "danze", ha sempre un qualcosa di desolante: piazza vuota; musica spenta; plance accatastate le une sulle altre in attesa di essere riposte chissà dove fino a chissà quando; gazebo chiusi riuniti vicino ai tavoli del salotto, chiuso anch'esso; palcoscenico svuotato di tutta l'attrezzatura tecnica; spillatori non ancora smontati ma, ahimè, già privi di fusti; c...

Cresci

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Sono sul letto. La serranda è socchiusa quel tanto che basta per permettermi di vedere. Fuori c'è il solito casino: schiamazzi di gente che litiga, utensili da lavoro che si lamentano ripetitivi e fastidiosi, echi di traffico senza sosta dall'Aurelia, TV e radio gracchianti dagli appartamenti dei vicini. Insomma: tutto come sempre. Sempre se escludiamo il fatto che tu non ci sei. Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma non pensavo così presto. O forse, semplicemente, non si è mai preparati. Un po' come con la vecchiaia: sai che capiterà anche a te, ma quando succede davvero ti lascia prima sorpreso, poi frustrato. Vedrai, vedrai... Che poi, a ben pensarci, anche con te è questione d'età. Solo che tu non stai ancora invecchiando. O meglio: tecnicamente sì, ma nel tuo caso si parla ancora di crescere. Perché è indubbio: sei cresciuta. E pare che io non stia accettando l'idea, per quanto, più che un'idea, sia un fatto. E pure banale e scontato. E...