La vita è un film

La teoria della relatività di Einstein ha cambiato l'idea di spazio, ma soprattutto quella di tempo. Essendo un tutt'uno con lo spazio, il tempo si comporterebbe come lui: se ogni attimo di spazio esiste ed è reale ovunque, se ne deduce che, parimenti, ogni istante di tempo debba in qualche modo esistere ed essere reale, inclusi passato e futuro. Fu sempre Einstein a scrivere, in una lettera dell '55, che la distinzione tra passato, presente e futuro non è altro che il frutto di un'illusione persistente. Insomma: passato, presente e futuro non sono separati, e passato e futuro sono altrettanto reali rispetto al presente. Lo so: è molto controintuitivo, ma è così, e non solo stando alla relatività. È un po' come una pellicola sulla quale sia stato registrato l'intero film: c'è già tutto ma un solo fotogramma alla volta viene illuminato dalla luce del proiettore. Quelli venuti prima e quelli che verranno non sono più/ancora visibili, ma non per questo non esistono.
Ecco... allora significa che, da qualche parte, bazzicano ancora le versioni di me neonata, infante, adolescente, giovane e, ovviamente, vecchia (più di adesso intendo). E magari le Lois passate stanno prendendo decisioni meno del cazzo (di più è impossibile) rispetto a quelle per cui ho optato, per cui è probabile esistano versioni alternative di me, che essendo considerata io, in questo universo, particolare, strana o pazza, dovranno essere per forza normali. E io odio la normalità. Meglio dunque mi tenga la mia realtà. Tuttavia, se è vero che il tempo è come la pellicola di un film, vorrei un telecomando per riportarlo a quando avevo 2 anni. Vorrei infatti riprovare la sensazione di sicurezza di quando un genitore ti solleva da terra per prenderti in braccio. E tu vedi il mondo dall'alto tra le braccia di chi più ami e più ti ama. Ma vorrei anche provare di nuovo ad addormentarmi su di un passeggino spinto da qualcuno che ti canta una canzone e rivivere la sorpresa della mattina di Natale davanti ai regali. Poi manderei avanti il film agli anni delle elementari, quando vivevo in simbiosi col mio migliore amico dalla nascita. Che forza eravamo: insieme escludevamo il mondo intero, talmente ci si bastava a vicenda. Ecco, mi piacerebbe risentire quella sensazione di fratellanza: ci eravamo adottati a vicenda, in quanto entrambi figli unici. Per non parlare del senso di familiarità che sperimentavo ogni volta che entravo in casa sua, che ho sentito mia più della mia, forse. Subito dopo passerei agli anni del liceo per riprovare un giorno di scuola, martellare di domande i prof. e ritrovare i compagni con cui ci si è persi. Ma giusto un salto, perché avrei fretta di rivedere i miei 25 anni, quando il solo pensiero era arrivare al fine settimana per andare a ballare con le amiche. Perchè io adoro ballare, ma ora sono vecchia e sono a disagio nel sentirmi la madre di tutti sotto cassa. Cosa darei per riprovare quel senso di libertà dalle responsabilità e dai doveri... Ma dopo il pieno di serate danzerecce vorrei scorrere in avanti fino ai primi mesi di vita di Viola perché è proprio come dicono tutti: poi te li dimantichi. Vorrei rivedere la sua prima notte e rivivere quel senso di potenza misto a tenerezza e infinito amore a prima vista che mi ha accompagnato, attraverso un fiume di lacrime di gioia, fino al mattino seguente, impedendomi di chiudere occhio. Vorrei riascoltare la vocina dei suoi primi, teneri e comici discorsi, seguire la scia dei suoi primi, stentati ed emozionanti passi. Poi, sempre che non decida di rimanere lì, andrei finalmente avanti fino alla pensione. È che, se andiamo avanti di questo passo, ci sarò a 70 anni e oltre. Quindi con l'Alzheimer o la demenza senile (che secondo me da già avvisaglie). Sempre che non sia già morta. Ok, a pensarci bene non mi fa impazzire quest'idea di eternalismo del tempo. Meglio lasciare stare passato (che tendiamo ad idealizzare) e futuro (verso cui nutriamo troppe aspettative) dove sono. E godersi 'sto qui e ora prima che diventi un passato da rimpiangere stupidamente.

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