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Voglio avere 95 anni

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Dato che non son normale, al contrario di tutti, che vorrebbero tornare giovani, io sogno di avere 95 anni adesso. Ovviamente anche io, come chi immagina di tornare indietro nel tempo, vorrei che l'orologio corresse lasciando il mio corpo (cui, anzi, decurterei qualche anno) e la mia mente così come sono. Uno dei motivi cardine di questo mio desiderio consiste nel fatto che, ad oggi, lo Stato ancora eroga le pensioni, cosa che non sarà così scontata tra 20/25 anni. Inoltre chissà in che condizioni sarei, se dovessi attendere di raggiungere naturalmente i 70 anni. E poi quanto tempo avrei per godermela? Voglio avere 95 anni subito mantenendo questo aspetto, così, almeno per una volta, sarei la più figa di tutte... Già mi vedo reginetta di bellezza al concorso di Miss centro anziani circondata da "coetanee" che rosicano di brutto. E non solo perché sarei la più bella, ma anche perché sarei sana e senza acciacchi. Insomma, con me, il proverbio "gallina vecch...

L'uovo o la gallina

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Anni fa la mia vita ha subìto uno scossone a causa della scoperta dell'esperimento della doppia fenditura ideato da Young nel 1800 e dimostrato poi nei primi anni del 1900. Tale esperimento dimostra che una particella elementare, quale può essere un elettrone, se inviata verso una parete in cui si aprono due fenditure, può comportarsi come corpo dotato di massa (passando per una fenditura, per l'altra, o non passando affatto), oppure come onda (passando per entrambe le fenditure contemporaneamente ed interagendo con se stessa, come fanno tutte le onde). L'un comportamento o l'altro è imputabile alla presenza o meno di un osservatore: se PRIMA delle fenditure posizioniamo un rivelatore, l'elettrone si comporta da particella, se non posizioniamo alcunché l'elettrone si fa onda. Non so se sono stata chiara ma le implicazioni di tale esperimento sono assurde. Innanzitutto emerge chiaramente un'idea di coscienza delle particelle: esse sono consapevoli...

Isole

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Man mano che invecchio divento sempre più curiosa. No, non nel senso di strana... cioè sì, anche, ma in questo caso intendo "curiosa" come desiderosa di sapere e conoscere.  E tra i miei interessi spicca quello per la spiritualità e la ricerca interiore. Il che dovrebbe rendermi una persona gioiosa, piena di vita e sprizzante amore da tutti i pori. Di contro io sono cupa, priva di slancio vitale e sprezzante di tutto e tutti. E non so come si possa fare diversamente, dati i capisaldi degli insegnamenti spirituali. Uno di essi, ad esempio, consiste nell'accettare che, in quanto esseri del tutto unici, ognuno di noi è intrinsecamente ed inesorabilmente solo. Cosa che ho compreso e condivido, ma che non considero un dono. Accorgersi di essere soli, ma raccontarsi di essere unici non è soluzione che mi consoli. Non riesco a considerare la mia unicità come un punto di forza, ma riesco benissimo a sentirmi sola di brutto. Quindi per quale cazzo di motivo dovrei gioi...

Vecchia foto

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Qualche giorno fa lo spacciatore di ricordi ha colpito ancora, recapitando al numero di telefono di mia madre una vecchia foto di te bambino. L'istante è stato rubato in classe, nella ormai chiusa scuola di San Rocco. Tu sei seduto nell'ultimo banco vicino a quello che, mi piace pensare, è di certo il tuo amico del cuore, ed indossi un bel grembiule nero con tanto di fiocco e colletto. Ammetto che, in prima battuta, non ti ho individuato, proprio a causa della smania di farlo che mi faceva scorrere troppo frettolosamente quei giovani volti sconosciuti. Ma alla fine ti ho trovato. Alla fine mi sono trovata: il tuo è lo stesso viso che compare nelle mie foto di bambina, in una versione leggermente più femminile (lo sai no, che mi confondevano sempre coi maschi?). Nel ritratto in questione sfoderi un'espressione seriosa, compita ed allo stesso tempo sognante, distante. Come se con la fantasia potessi vedere al di là dell'obiettivo del fotografo. D'altronde ...

Magia portami via

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Un'abusatissima canzone di Natale asserisce che, in questo specifico momento dell'anno, "puoi fare tutto quello che non puoi fare mai". Ebbene io detengo una lunga lista di cose che vanno contro la morale, i dettami del bon ton e la legge. Esse spaziano dal suggerire una vacanza affanculo alla gran parte delle persone che (dis)conosco, passano per lo storpiare oscenamente canzoni natalizie come la suddetta, fino a sfociare nell'irresistibile voglia di omicidio di chicchessia. Ma nonostante lasci tali e tante libertà, io, il Natale lo detesto lo stesso. Come odio tutto ciò che è obbligatorio e di massa. Sì, perchè a Natale tutti devono essere buoni, generosi e felici. Tutti devono acquistare i regali affollando i negozi... ah no: questo succedeva quando le cose funzionavano normalmente. Adesso c'è Amazon che è così geniale da riuscire a far sì che i commessi stessi dei negozi, ormai privi della maggior parte degli articoli in vendita, consiglino ai ...

Pericoli

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L'altro giorno ho visto la morte in faccia. Per fortuna,  intendo, io ho visto "lei". Perchè "lei", invece, non mi ha vista proprio, se non all'ultimo. Io, di contro, l'avevo così vicina da poterla riconoscere, ma non ne farò il nome per gentilezza. Tra l'altro era una vita che non vedevo la persona in questione: proprio vero che chi non muore si rivede. Ma non sempre ti vede: non nel mio caso, almeno. La morte, quel giorno, non era vestita di nero, non impugnava la falce e, di certo, non indossava gli occhiali da vista. Però era alla guida del macchinone che, spuntatomi alle spalle mentre transitavo diligentemente sulle strisce pedonali, nello svoltare a sinistra nella mia direzione, non vedendomi, se non quando già troppo tardi, mi ha sfiorato di un soffio. Non è un'esagerzione: letteralmente di un soffio. E ad una velocità sostenuta, se si pensa che eravamo in centro paese. Io non so se la morte viaggi ubriaca o col telefono in man...

M'illudo d'immenso

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Nella vita faccio la delusa. Non solo: faccio anche la mamma, la bidella, la collega, la casalinga, la poetessa, la figlia, la scrittrice, la (pessima) cuoca e, di tanto in tanto, la bambina. Perché faccio ancora i capricci anche io, come tutti voi, del resto. Mi rendo conto che, nel mio essere costantemente delusa, sono del tutto banale e pure un po' patetica: chi, da giovanissimo, non si è sentito speciale e, di conseguenza destinato a grandi cose? Provate a tornare con la mente a quando vi sentivate invincibili, padroni del mondo e misura di ogni cosa, e ricorderete anche la sensazione di cui parlo. Ebbene è capitato anche a me. Senonché, gli anni a venire mi hanno smentita, e non poco. Altro che "speciale"... alla faccia delle "grandi cose"... A meno che, per "speciale" non si intenda l'eufemismo con cui la gente mi si rivolge quando non ha abbastanza faccia tosta o confidenza per chiamarmi con i più realistici "particolare...