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Vecchia foto

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Qualche giorno fa lo spacciatore di ricordi ha colpito ancora, recapitando al numero di telefono di mia madre una vecchia foto di te bambino. L'istante è stato rubato in classe, nella ormai chiusa scuola di San Rocco. Tu sei seduto nell'ultimo banco vicino a quello che, mi piace pensare, è di certo il tuo amico del cuore, ed indossi un bel grembiule nero con tanto di fiocco e colletto. Ammetto che, in prima battuta, non ti ho individuato, proprio a causa della smania di farlo che mi faceva scorrere troppo frettolosamente quei giovani volti sconosciuti. Ma alla fine ti ho trovato. Alla fine mi sono trovata: il tuo è lo stesso viso che compare nelle mie foto di bambina, in una versione leggermente più femminile (lo sai no, che mi confondevano sempre coi maschi?). Nel ritratto in questione sfoderi un'espressione seriosa, compita ed allo stesso tempo sognante, distante. Come se con la fantasia potessi vedere al di là dell'obiettivo del fotografo. D'altronde ...

Magia portami via

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Un'abusatissima canzone di Natale asserisce che, in questo specifico momento dell'anno, "puoi fare tutto quello che non puoi fare mai". Ebbene io detengo una lunga lista di cose che vanno contro la morale, i dettami del bon ton e la legge. Esse spaziano dal suggerire una vacanza affanculo alla gran parte delle persone che (dis)conosco, passano per lo storpiare oscenamente canzoni natalizie come la suddetta, fino a sfociare nell'irresistibile voglia di omicidio di chicchessia. Ma nonostante lasci tali e tante libertà, io, il Natale lo detesto lo stesso. Come odio tutto ciò che è obbligatorio e di massa. Sì, perchè a Natale tutti devono essere buoni, generosi e felici. Tutti devono acquistare i regali affollando i negozi... ah no: questo succedeva quando le cose funzionavano normalmente. Adesso c'è Amazon che è così geniale da riuscire a far sì che i commessi stessi dei negozi, ormai privi della maggior parte degli articoli in vendita, consiglino ai ...

Pericoli

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L'altro giorno ho visto la morte in faccia. Per fortuna,  intendo, io ho visto "lei". Perchè "lei", invece, non mi ha vista proprio, se non all'ultimo. Io, di contro, l'avevo così vicina da poterla riconoscere, ma non ne farò il nome per gentilezza. Tra l'altro era una vita che non vedevo la persona in questione: proprio vero che chi non muore si rivede. Ma non sempre ti vede: non nel mio caso, almeno. La morte, quel giorno, non era vestita di nero, non impugnava la falce e, di certo, non indossava gli occhiali da vista. Però era alla guida del macchinone che, spuntatomi alle spalle mentre transitavo diligentemente sulle strisce pedonali, nello svoltare a sinistra nella mia direzione, non vedendomi, se non quando già troppo tardi, mi ha sfiorato di un soffio. Non è un'esagerzione: letteralmente di un soffio. E ad una velocità sostenuta, se si pensa che eravamo in centro paese. Io non so se la morte viaggi ubriaca o col telefono in man...

M'illudo d'immenso

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Nella vita faccio la delusa. Non solo: faccio anche la mamma, la bidella, la collega, la casalinga, la poetessa, la figlia, la scrittrice, la (pessima) cuoca e, di tanto in tanto, la bambina. Perché faccio ancora i capricci anche io, come tutti voi, del resto. Mi rendo conto che, nel mio essere costantemente delusa, sono del tutto banale e pure un po' patetica: chi, da giovanissimo, non si è sentito speciale e, di conseguenza destinato a grandi cose? Provate a tornare con la mente a quando vi sentivate invincibili, padroni del mondo e misura di ogni cosa, e ricorderete anche la sensazione di cui parlo. Ebbene è capitato anche a me. Senonché, gli anni a venire mi hanno smentita, e non poco. Altro che "speciale"... alla faccia delle "grandi cose"... A meno che, per "speciale" non si intenda l'eufemismo con cui la gente mi si rivolge quando non ha abbastanza faccia tosta o confidenza per chiamarmi con i più realistici "particolare...

Bidello è bello

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Il lavoro di bidella non è così diverso da quello di educatrice professionale. E io, che credevo di aver cambiato per sempre settore, mi ritrovo, invece, ad aver a che fare nuovamente con la relazione. Con un' utenza diversa, certo: i bambini in luogo degli anziani, ma pur sempre di utenza si tratta. Essere bidella però ti solleva dalla fatica e dall'usura che comporta lo svolgere mansioni di ambito sociale. Perché si sa: relazionarsi costa fatica sempre, figuriamoci se diventa un lavoro. Ma nel mio ruolo, in cui il rapporto coi bambini è limitato ai caotici ingressi ed uscite, ai pochi minuti di intervallo, ai frangenti in cui uno di loro sta male ed aspetta l'arrivo del parente di turno in bidelleria o ai fugaci incontri in corridoio davanti alla palestra, ebbene nel mio ruolo non esiste lo stress derivante dal lavoro a stretto contatto con loro per ore ed ore. Mi piace incontrarli quasi esclusivamente nei bagni, alle 11:00, quando arrivano in branco rischiand...

(De)pressione alta

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La depressione depriva di tutto, come la più silenziosa delle ladre. A poco a poco, non vista, fa man bassa di risate e sorrisi, si appropria indebitamente di desideri e volontà, intasca la capacità di stare al mondo, ruba allo sguardo i colori che rendono gradevole il mondo e, al palato, il gusto della vita. In compenso, però, lascia lacrime a fiumi e un solo, inconfessabile, vergognoso pensiero fisso: morire. Ma senza il coraggio di farlo con le proprie mani. Così ci si trascina da un minuto all'altro con il peso di sé stessi e del mondo tutto addosso, lungo giornate vuote di senso, eccezion fatta per il senso di colpa derivante dalla propria condizione. Perché, in fondo: "Che cazzo c'è che non va? Hai tutto!". Ebbene, io non vado. Non vado bene affatto. Perché c'è qualcosa che mi lacera, una bestia feroce tutta zanne ed artigli che mi dilania, mi mastica, mi consuma come fossi io un pasto succulento. Certo che vedo le brutture del mondo! Certo che s...

Dio disegna

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La scienza è sempre stata scettica sull'esistenza di Dio. Alcuni dei suoi più grandi esponenti si sono dati veramente molto da fare per dimostrarne la non esistenza. Uno fra tanti Howking. Tuttavia fu proprio lui, in seguito, ad affermare: "(...)L'universo che osserviamo sembra essere il frutto di un disegno". Che non è come dir "Dio esiste" ma poco ci manca. Il disegno sarà ben stato realizzato da qualcuno, no? Il fatto che il cosmo sia sopravvissuto alla sua violenta nascita per dimostrarsi, miliardi e miliardi di anni dopo, straordinariamente adatto alla vita, ha instillato, anche nelle menti più scettiche, il dubbio che "Qualcosa" ci sia. E questo perché tutta una serie di cose (veramente tante cose e tutte insieme) è andata esattamente come è andata. Le probabilità che tutto ciò accadedesse erano così basse che persino gli scienziati dubitano sia merito di coincidenze fortuite. Un esempio tra tanti? La forza di gravità: se fosse st...