Compleanni

Sedici anni fa a quest'ora ero stravolta. Non soltanto per il parto che, di per sé, è stato molto impegnativo (a differenza di ora, non smaniavi per uscire...), ma anche perché una volta in camera con te (saranno state le 03:00 di notte immagino), non ho saputo approfittare del tuo beato sonno di neonata per riposare anche io. Invece ho preferito trascorrere la notte in bianco rimirandoti sonnecchiare e piangendo per l'emozione più intensa dell'intera mia inutile esistenza: l'aver evidentemente e sorprendentemente saputo compiere il miracolo della vita. E che miracolo. In gravidanza mi si diceva fossi piccola. E se consideriamo che tuo padre ed io siamo brutti è normale che le prime cose che ho pensato quando ti hanno adagiata sul mio ventre siano state: 1) "Mamma mia che grossa!" e: 2) "Wow che bella!". Fatto sta che il mattino seguente, quando è giunta l'ora delle visite di parenti ed amici, io non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Anche la notte che è appena trascorsa, quasi come sedici anni fa, non ho pressochè chiuso occhio. Intorno alle 01:30 mi sono svegliata e resa conto che non c'eri ancora. Allora ho provato a chiamarti ma il tuo telefono risultava spento. Stavo già per andare nel panico più totale quando ho avvertito movimenti sulle scale e riconosciuto subito dopo  il rumore della chiave di casa che girava nella toppa. Va da sé che nei pochi minuti intercorsi tra il mio risveglio e il tuo ritorno ho pensato al peggio e a tutte le forme che il peggio può assumere.
Sai? Forse sono una madre degenere e dovrei provare vergogna per quello che sto per dire. Sono circondata da mamme che osannano la maternità e si compiacciono di aver effettuato la miglior scelta della loro vita. Ora non fraintendermi. Io non nego che tu sia, in assoluto, la "cosa" migliore che abbia fatto. Tuttavia, dacchè sei grande e puoi camminare sulle tue gambe per le vie del mondo e, soprattutto, dacchè il mondo è diventato il set di "Arancia meccanica", mi chiedo spesso, seriamente se è stato giusto generare una vita, nei confronti della vita stessa. Perchè mi fa talmente paura. Se solo potessi proteggerti sempre! Se mai sapessi pararti i colpi ed evitarti ogni sofferenza! Se avessi la certezza che tutto andrà per il meglio, allora sarebbe diverso. Ma nessun genitore ce l'ha. Allora come fare? Forse potrei chiedere io un regalo a te. In fondo è anche il mio compleanno: dandoti alla luce divenni madre per la prima volta. Ti chiedo dunque di cedermi un po' della tua fiducia e del tuo slancio nei confronti della vita. Aiutami a non infettarti con le mie paure e la mia negatività e impediscimi di spegnere la luce che ti brilla dentro. Permettimi di starti vicino anche adesso che è giunto il tempo che tu vada. Buona vita, vita mia: continua a incantare il mondo, a sognare forte e a cercare te stessa dentro di te. Dopo di che, ama e proteggi quello che sei.

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