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Cresci

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Sono sul letto. La serranda è socchiusa quel tanto che basta per permettermi di vedere. Fuori c'è il solito casino: schiamazzi di gente che litiga, utensili da lavoro che si lamentano ripetitivi e fastidiosi, echi di traffico senza sosta dall'Aurelia, TV e radio gracchianti dagli appartamenti dei vicini. Insomma: tutto come sempre. Sempre se escludiamo il fatto che tu non ci sei. Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma non pensavo così presto. O forse, semplicemente, non si è mai preparati. Un po' come con la vecchiaia: sai che capiterà anche a te, ma quando succede davvero ti lascia prima sorpreso, poi frustrato. Vedrai, vedrai... Che poi, a ben pensarci, anche con te è questione d'età. Solo che tu non stai ancora invecchiando. O meglio: tecnicamente sì, ma nel tuo caso si parla ancora di crescere. Perché è indubbio: sei cresciuta. E pare che io non stia accettando l'idea, per quanto, più che un'idea, sia un fatto. E pure banale e scontato. E...

Decadimenti

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Anni ed anni di lavoro a contatto con la vecchiaia e niente: ancora non mi ci sono rassegnata. In questi giorni ho scoperto un ulteriore inestetismo, frutto, appunto, della mia vecchiezza, a causa del quale diminuiscono le zone di corpo che posso scoprire mantenendo un minimo di decoro e, va da sé, aumentano quelle su cui è necessario stendere veli pietosi sotto forma di indumenti più coprenti. Pensar che sembra ieri che scoprii la mia prima ruga: quella sulla fronte, tra gli occhi. Ero in quel di Lisbona, di fronte allo specchio dei bagni di un campeggio e l'abbronzatura metteva ancor più in rilievo la presenza della maledettissima. Tant'è che la mia ormai ex amica me la fece notare con un sorriso beffardo spalmato sul viso. Sempre scelto belle amicizie io. Un po' come gli uomini... Comunque, all' epoca avevo 28 anni e, a ben pensarci, probabilmente quella ruga era già lì da mo'. Perché la vecchiaia inizia prima. Molto prima. La mia è iniziata a circa 1...

Musica maestra

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A me piace la musica quando è fuga e ritorno: quando la melodia ti conduce lontano e le parole ti riportano dentro di te, in visita a luoghi che non sapevi di avere, di fronte a verità che non sapevi di sapere. Al punto che ti viene dal cuore di esclamare: "Ma questa canzone è stata scritta per me!" A me piace la musica perché ti salva, ti esalta quando stai bene e ti aiuta a soffrire di più e meglio quando hai proprio bisogno di farlo. Perché tutti, per quanto sembri assurdo ed incredibile, necessitiamo di soffrire di tanto in tanto. Per fortuna la musica è anche cura. A me piace la musica che diventa colonna sonora degli spezzoni di vita migliori, quella da ballare ad occhi chiusi, da cantare a squarciagola, quella che ti porta in bei posti ad ascoltare un'orchestra in concerto. A me piace la musica perché è libertà e redenzione, gioia e dolore, storia e fantasia, amore e paura, immortalità e passione. Mi piace perché è un linguaggio universale che attravers...

Scemo più scemo

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Mi piacerebbe essere un'altra persona. È uno dei primi miei pensieri. Probabilmente perché ho sempre avvertito che nella mia diversità c'era qualcosa di strano; che qualcosa in me non andava. All'asilo, osservando le altre bambine intente nelle loro occupazioni, non riuscivo a capire, per quanto mi sforzassi, come potessero divertirsi giocando "alle mamme" o "alle maestre". D'altronde io preferivo scorrazzare con i maschi. Il problema è che, non essendo un maschio pur avendone l'aspetto, spesso venivo da questi esclusa o discriminata. Tutte queste cose, insieme, hanno contribuito a far sì che mi sentissi sempre più sbagliata ed inadeguata. E va da sé che la mia autostima ne è rimasta compromessa al punto da non spingersi mai oltre livelli subacquei. Tuttavia, purtroppo o per fortuna, il mondo è tanto pieno di coglioni che, alla fine, la stima in me stessa ha preso a risollevare la testa. E non sarebbe un male se, in maniera inversamen...

Una malattia chiamata adolescenza

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Carissima, non ci crederai ma anche io, che adesso ho 46 anni e potrei essere tua madre, una volta ero come te. E pensavo, esattamente come te, che gli adulti, in particolare i genitori, non capissero un cazzo e fossero, addirittura, dei nemici. Come te soffrivo e non capivo perché. Ma invece di parlarne con qualcuno, ho preferito chiudermi in me stessa. E ho smesso di mangiare. Cercare di raggirare le attenzioni di mia madre, che ovviamente si accorse del vertiginoso calo del mio peso in poco tempo, era diventata la mia missione quotidiana. Il mio chiodo fisso. Sapere di avere il controllo su di me e sulla mia fame (sono sempre stata molto golosa) mi dava un senso di potere così inebriante che, spesso, nelle corsie del supermercato, mi fermavo appositamente a guardare i dolciumi con aria di sfida pensando: "Tanto non vi mangio!". Eppure la voragine del cuore aumentava di pari passo con il vuoto dello stomaco. Ma non sapevo ancora che crearsi problemi ulteriori pe...

Virtualità reale

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L'idea che la realtà sia un'illusione era diffusa già nell'antichità. Basti pensare al concetto indù di "Maya", ossia il velo di illusioni in cui la dualità tra concetti come bene e male, luce ed ombra, giusto e sbagliato domina la nostra percezione, laddove, invece, si tratterebbe di facce diverse di una stessa medaglia. Anche Platone, nel mito della caverna, sostiene che, all'interno di essa, l'uomo percepisce solo l'ombra della realtà, e soltanto uscendone può apprendere la verità su di essa. Ad oggi anche la fisica quantistica sembra andare in questa direzione: la realtà che percepiamo è solo una facciata, una simulazione, un'illusione appunto, ma molto ben orchestrata. Insomma cos'è reale? Quello che vediamo, sentiamo, tocchiamo è veramente tutto ciò che c'è, o è frutto di un programma sofisticato, di un'esperienza interattiva che sembra solo reale? Alain Aspect, premio nobel per la fisica nel 2022, ha condotto alcuni e...

Dell'amore si sa nulla

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"Mi manchi!": modo di dire interessante. Quando ce lo sentiamo dire ne siamo compiaciuti. E lo stesso vale per tutt'un'altra serie di espressioni quali: "Ho bisogno di te!" o "Senza di te non vivo!". Il fattore che accomuna tali locuzioni è il concetto di carenza che vi sta alla base. In ambito di tossicodipendenza, la carenza è quello stato in cui la mancanza di una determinata sostanza si ripercuote negativamente sul corpo e sulla mente dell'individuo che ne abbia abusato fino a poco prima. Quindi mi chiedo come sia auspicabile, in ambito relazionale, venir considerati alla stregua di una droga che venga, appunto, a "mancare". Peccato che le mancanze di cui ciascuno di noi crede d'esser vittima, non possono che essere colmate da noi stessi. Addirittura c'è chi dice che sono illusorie perché ciascuno di noi è corredato di tutto il necessario fin dalla nascita. Ma questo è un altro discorso. Torniamo a noi: siamo s...